La sede dell’Accademia delle Erbe spontanee si trova nel vecchio mondo europeo, in Italia, nella Regione Marche, in Provincia di Fermo, nel Comune di Monte San Pietrangeli, presso il Palazzo Barbarossa, Via Roma, 2.

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Accademia delle Erbe Spontanee

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Laboratorio didattico

Il laboratorio didattico è dedicato alla preparazione di erbari a scopo di esperienza educativa.

Cos’è un erbario
Un erbario è una raccolta di piante seccate, pressate e fissate su fogli di misura standard
Con lo stesso termine vengono indicati due diversi significati:
a) una raccolta di essiccata vegetali; b) la struttura, cioè l’edificio destinato alla conservazione dei
campioni vegetali.
E’ il più semplice metodo di conservazione delle piante allo stato secco (hortus siccus) in alternativa all’orto botanico (vivarium) che conserva le piante allo stato vivente.
E’ un’insostituibile struttura scientifica, indispensabile in qualsiasi attività di studio sia del patrimonio vegetale che del paesaggio e dell’ambiente naturale.

Valore didattico di un erbario
Nonostante i recenti sviluppi delle tecniche educative, di indagine e di comunicazione, la “classica” preparazione di un erbario rimane ancor oggi un esercizio di elevato valore educativo e didattico.
Questi alcuni degli aspetti più significativi:

  • Capacità di osservazione
  • Problematicità
  • Metodo
  • Manualità
  • Organizzazione
  • Curiosità

Significato didattico dell’erbario

Capacità di osservazione
In primo luogo, la massiccia utilizzazione nella nostra società della televisione e dei mezzi di comunicazione di massa, gli effetti speciali proposti dalla cinematografia e dalle diverse forme di pubblicità dei mass-media e la stessa realtà virtuale elaborata dai computer rischiano di produrre nei giovani allievi situazioni di confusione e di labilità dei confini tra fenomeni concreti e fittizi, tra vita reale e sogno.
Molto opportunamente l’ “immersione” nell’ambiente con la raccolta delle piante nel loro contesto naturale, il genuino e diretto contatto con gli esseri viventi, tali e quali essi sono, con tutte le loro varianti individuali, pongono l’alunno di fronte a “dati primari”, anticipatori di qualsiasi sistemazione o descrizione scientifica, linguistica e/o grafica.

Problematicità
Già questa attività richiede un’osservazione non superficiale dell’habitat e può consentire un primo avvio di considerazioni qualitative sulle preferenze nelle zone d’insediamento delle singole specie, sul modo con cui esse si pongono a reciproco contatto (sociabilità), sulla variabilità della loro frequenza.
Tali considerazioni possono successivamente portare già alla formulazione di prime ipotesi di relazione tra causa (clima, morfologia, attività antropiche, ecc.) ed effetto (presenza-assenza di specie guida), che dovranno poi essere verificate con appositi procedimenti.


Metodo
L’osservazione della morfologia delle varie parti del vegetale deve diventare ancora più fine quando da una preliminare discriminazione si passa all’attività di determinazione del campione a partire dal livello tassonomico più elevato, per giungere alla famiglia e quindi al genere ed alla specie.
Sotto la guida dell’insegnante, l’allievo può associare mentalmente la forma che ha davanti e la terminologia scientifica ad esso relativa, acquisendo così direttamente e non attraverso un pedante ed inutile sforzo mnemonico un metodo oggettivo di descrizione delle forme e una capacità di analizzare le stesse.
I “fiori del prato” cominciano così, attraverso l’osservazione visiva e il confronto mentale, a trasformarsi, da una massa di colori e di vegetazione indistinta e priva di forme, in entità separabili in gruppi tra i quali le differenze, a seconda dei casi, possono apparire più o meno grandi.
L’acquisizione di questi obiettivi (precisione nell’osservazione, passaggio a categorie concettuali con sviluppo di un ordine mentale, ecc.) sembrano particolarmente importanti in una società che tende piuttosto a banalizzare esperienze e situazioni reali e nella quale gli atteggiamenti superficiali sembrano piuttosto prevalere sulle capacità di indagine analitica e critica.

Manualità
La preparazione dei campioni, l’allestimento degli esemplari sui fogli d’erbario e la compilazione dei relativi cartellini, sviluppano precise attitudini alla manualità e all’operatività, oggi forse troppo trascurate nei programmi della scuola moderna.
II procedimento per queste operazioni è, tutto sommato, relativamente semplice, e tale da non scoraggiare neppure gli allievi meno abili: esso richiede comunque cura e diligenza, quindi è in grado di potenziare tali risorse personali, purché l’esercizio venga sufficientemente motivato e compiuto con una certa preparazione e regolarità.

Organizzazione
La realizzazione di un erbario costituisce un’attività semplice sia nei materiali che nelle procedure, tuttavia occorre rispettare alcune regole per ottenere dei risultati che solo a distanza di tempo riveleranno la loro importanza. Annotare i dati essenziali riguardanti i campioni raccolti ed i dati geografici ed ambientali dei siti di raccolta.
Raccogliere un sufficiente numero di giornali, necessari per mettere ad essiccare i campioni via via raccolti ed assicurarsi una scorta per i cambi successivi. Preparare i campioni in modo da poterne osservare i caratteri morfologici una volta avvenuta l’essiccazione. Rispettare i tempi di cambio dei giornali per evitare di perdere i campioni per ammuffimento.

Curiosità
Negli allievi, specialmente della fascia primaria e secondaria di primo grado, è molto viva la curiosità per i fenomeni naturali, spesso integrata con un istintivo desiderio di “collezionismo”. In questo caso l’erbario può mirare al raggiungimento di uno scopo non banale, come può avvenire per altri oggetti di raccolta, ma essere strettamente correlato a finalità anche scientifiche e di indagine e conoscenza della natura.
Per evitare tuttavia eccessivi dispendi di energie, sarebbe opportuno che in questo caso l’insegnante indirizzasse gli allievi verso un “erbario specializzato”, evitando così episodi di scoraggiamento e di frustrazione, sempre in agguato dato l’ampio numero di specie presenti in un territorio.
A titolo di esempio, tale erbario potrebbe comprendere solo specie arboree o arbustive locali, oppure quelle dimoranti esclusivamente in un determinato ambiente, come il bosco, il prato, lo stagno, ecc.
Di notevole importanza pratica risultano anche gli erbari di tipo applicato relativi a piante alimentari, aromatiche, cosmetiche, decorative, officinali, tintorie, conciarie, ecc.